Una volta alla settimana la protagonista di questo romanzo prende l'autobus e va in centro, per affrontare con un terapista il disturbo post-traumatico da stress che la affligge; per il resto del tempo si rifugia nei gesti più semplici: contempla il glicine sul suo balcone, si nasconde sotto il tavolo del salotto, scrive sul quaderno di suo nonno. Unica oasi di serenità, gli incontri con le amiche, un gruppetto di donne di mezza età che devono, ciascuna a proprio modo, fare i conti con il passato e imparare ad aprirsi al futuro. Di pagina in pagina, in questa cronaca di una faticosa guarigione, la protagonista affronta l'evento che ha innescato il suo malessere, tornando a fidarsi degli altri. Con una lingua immediata e poetica, Naja Marie Aidt racconta una storia esemplare di rinascita, scavando nelle pieghe del quotidiano e affrontando i momenti di buio che incombono su ogni esistenza, alla ricerca di una medicina per la paura e la vergogna.