Lo stato di salute dell'alta cucina, nelle sue forme più creative e innovative, è al centro di un dibattito sempre più acceso: il segmento dell'industria ristorativa da sempre avamposto di avanguardia è da ormai troppo tempo in una fase di stasi, e la critica si domanda se i suoi protagonisti, ovvero gli chef più acclamati, non abbiano perso la capacità di rinnovarsi e guardare al futuro. A prendere posizione in merito, in un tono polemico e un formato proprio di un pamphlet, è una delle voci più autorevoli del settore enogastronomico: Nicola Perullo, filosofo, prolifico autore e rettore dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. In Contro i cuochi, Perullo muove la sua accusa con l'intento di smuovere le coscienze, le menti e le mani dei fautori della cucina, in una disamina che altro non è che un atto d'amore per il settore stesso.