Ci sorprende già all'inizio con il verso, interrogativo surreale "a che serve la coda se non c'è un giardino?". L'intero testo ha questa forza dirompente del chiedere, porre interrogativi, navigare tra la luce e il sogno. La densità è la cifra racchiusa nell'intera esperienza di relazione con la natura e con la strada reale e simbolica che indica il cammino, il possibile incontro, la ricerca di senso e di significato. Molteplice indica la pluralità, la varietà, la diversità del mondo naturale percepito fisicamente e di quello psichico elaborato e sofferto nella forma del sogno. Il Molteplice trae quindi origine da una filosofia dell'esperienza che è fondamento della narrazione poetica e ne costituisce alimento "mangiare il pane dei versi".