Se volessi esprimere l'emozione maggiore avvertita nella lettura di "Presenze", suggerirei la similitudine con le Cariti da Esiodo in poi, ossia le Grazie tramandate da numerosi artisti, ad esempio Antonio Canova, segnali di pulchritudo qualificati a compiere atti orientati da un bene assoluto nei confronti dell'humanitas. Sorprende l'esplicita concordanza dei nomi: Aglàia (Splendore, «un diamante che cerca la notte» [Diamante]), Eufròsiune (Gioia, «due dita di gioia» [La sera invernale]), Thàleia (Prosperità, «quel ricomporsi di fiori al mio giardino» [Nuove voci]). Prefazione di Cinzia Baldazzi. Postfazione di Rodolfo Vettorello.