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Nelle acque di Babel

Sottotitolo non presente

Descrizione

Un gran volume di suggestioni convince nella lettura dell'operazione maieutica di Nelle acque di Babel; un'articolazione di fluida tensione che si carica - in piena turbolenza percettiva - di tonalità dalle quali il lettore trae la condizione di un pensiero che si alimenta a partire dalla presente civiltà: ed infatti, convergendo dalla propaggine di parcellizzazioni a una fisicità che porta in auge quella che G. Deleuze appellava come tragedia dell'Apparenza, Oronzo Liuzzi scanda- glia l'indifferenza che è criterio di questa solitaria civiltà, e di essa ricompone l'identità originale a dispetto di un disorientamento che profana - nella replica dei giorni - il valore dell'esistere, un esistere insoluto, sul quale a poggiar- si è lo sguardo affetto da una virtualità - l'Apparenza deleuziana - dalle fattezze di una morte in vita («l'arte profanata del tempo presente (telepresente) non s'interessa che all'al di qua attraverso gesticolazioni e contorsioni "entropati- che" che ne manifestano più l'inerzia che la vitalità» leggiamo con P. Virilio). E ci scopriamo - lettori di vite - a riconoscere gli squarci prevalenti di acque confuse. Acque di Babel, appunto.
Nelle acque di Babel
11,00

 
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