28 maggio 1974, piazza della Loggia, Brescia. Una bomba viene fatta esplodere nel corso di una manifestazione antifascista. Otto morti, oltre cento feriti. In queste pagine l'autore mette a confronto i suoi ricordi di testimone diretto, scampato all'eccidio, l'analisi rigorosa dello storico - che ricostruisce la «strategia della tensione», la matrice neofascista della strage e i depistaggi operati da apparati dello Stato non "deviati" ma organicamente ostili alla democrazia - e la propria esperienza istituzionale di membro della Commissione parlamentare sulle stragi e di sindaco di Brescia per oltre un decennio. Oggi, a verità giudiziaria alla fine acquisita, seppur ancora parzialmente, questo libro, contro l'oblio e le falsificazioni, vuole restituire ai morti il significato della loro vita e consegnare ai vivi la responsabilità del futuro.