Le scelleratezze compiute in questi mesi dall'esercito russo in Ucraina, prontamente premiate dal presidente Putin con alte onorificenze, dimostrano che la tendenza a cancellare i crimini di guerra attribuendo medaglie e riconoscimenti è ancora adesso pratica comune in molte nazioni del mondo.Ciascuna forma di potere costituito, infatti, istituisce varie tipologie di onorificenze, civili e militari, per premiare chi si è particolarmente elevato nel proprio ambito di attività, ma anche per occultare gli scandali commessi dai servitori dello Stato. Le dittature, in particolare, sono sempre state sollecite a ricompensare i criminali per i preziosi servigi resi loro: dai tempi dei faraoni, chi obbedisce pedissequamente viene premiato.Anche la Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, si è subito distinta per un uso distorto delle proprie onorificenze: le ha usate per nascondere gli scandali derivati dal comportamento di civili e militari nel corso del secondo conflitto mondiale e particolarmente durante la Resistenza.