"Questo non è un libro. È un coltello affilato nascosto in una lima 180. È la scatola nera recuperata dal crash quotidiano di un'onicotecnica come tante. Una cronaca tagliente, spietata, quasi clinica, di ciò che accade quando una persona normale decide di dedicarsi alle unghie. Ci si cala a capofitto nella narrazione impietosa di un mestiere che, in un mondo appena decente, garantirebbe un trattato di pace con la propria sanità mentale - o almeno la 104. È un saggio travestito da manuale, un manuale travestito da satira, una satira travestita da diario di guerra. E la guerra è questa: tu, la tua fresa, e una cliente che ti mostra una foto su Pinterest dicendo "le voglio così, ma diverse". Con la dovuta leggerezza ti conduco in un viaggio lucido e spietato nella giungla della manicure professionale. Non ti prepara alla formazione tecnica, ma a come salvarti dalla pressione mentale. È sadico, onesto, necessario."