Come gli uomini diventano umani? La domanda anima le «scienze umane», ma queste, nota Ricoeur, si disperdono in molte discipline e restituiscono all'uomo uno specchio a pezzi. Da qui l'urgenza di un'antropologia filosofica, che ha una storia antica, ma che è ancora ricca di risposte non impiegate. Ciò non le impedisce di dialogare con la psicoanalisi, la storia, la sociologia, l'etnologia o le scienze del linguaggio, e sviluppare così una riflessione perfettamente attuale e aperta. Visto che non c'è decisamente una risposta semplice alla domanda: «Cosa è l'uomo?». Occorre immergersi nella complessità: «volontario» e «involontario», «agire» e «soffrire», «autonomia» e «vulnerabilità», «capacità» e «fragilità», «identità» e «alterità», è tramite queste tensioni che Ricoeur esprime, da parte sua, una tale complessità. I testi riuniti nel volume offrono la visione d'insieme della posizione filosofica di Ricoeur sviluppatasi tra il 1939 e il 2004.