Il Grand Tour visto dagli occhi dei viaggiatori: è questa l'anima del saggio di Pier Andrea De Rosa, che ha scelto di raccontare l'epopea del viaggio di scoperta tra Settecento e Ottocento partendo dalle fonti, ovvero i diari di alcuni illustri viaggiatori che hanno descritto Roma e il Vaticano con la loro unica "voce". Emerge una narrazione singolare, non patinata ma ricca di dettagli insoliti e magari sconosciuti ai più - all'estasiata descrizione della bellezza delle rovine della Roma antica, dello splendore delle Stanze Vaticane si contrappongono, ad esempio, i disagi logistici sperimentati dai viaggiatori durante la loro permanenza nella Città Eterna. Il volume si apre con una ricca introduzione dell'autore che quasi invita il lettore a mettersi in viaggio verso l'ambita meta che è Roma. È suddiviso in tredici capitoli, dedicati ad altrettanti eruditi e alla loro personalissima esperienza di viaggio: da Goethe a Lord Byron, da Dickens a Madame de Staël a Elisabeth Vigée Le Brun, da Hillard a Melville e Hawthorne. Il ricco corredo iconografico spazia tra incisioni, vedute romane dell'epoca, e opere immortali dei Musei Vaticani. Chiudono il volume la dettagliata bibliografia e l'indice dei nomi.