Il volume indaga il rapporto tra dimensione teorica e collezionismo del disegno, mettendone in luce la natura talvolta armonica e dialettica, talvolta invece segnata da tensioni e contraddizioni, nel contesto del Settecento europeo. L'analisi si concentra su alcune figure - autori e al tempo stesso protagonisti attivi del dibattito culturale - diversamente noti, e in un caso, quello di Cornelis Ploos van Amstel, mai prima tradotto in lingua italiana. Si tratta di personalità di particolare rilievo critico, collocate in un panorama geografico ampio e articolato che comprende Francia, Germania, Olanda e Inghilterra. Negli autori presi in esame si intrecciano contaminazioni e convergenze, ma anche distanze profonde e talvolta incolmabili. Proprio tali dinamiche contribuiscono ad arricchire e a rendere più complesso il tessuto critico legato al disegno, inteso nelle sue molteplici dimensioni linguistiche, filosofiche ed estetiche. Esso ne emerge come un osservatorio privilegiato, capace di illuminare quel crinale sottile ma sostanziale che separa e al tempo stesso unisce il pensare e il fare.