Il volume, attraverso il susseguirsi incalzante di argomentazioni e riflessioni in un dialogo serrato con la letteratura psicologica, psicoanalitica e semiotica, sostiene che la vita umana sia inerentemente culturale. Ogni forma processuale umana è sempre un processo di costruzione culturale e di mediazione semiotica che apre all'uomo ventagli di possibilità, lo espone all'incertezza e al conflitto etico tra soggettività e alterità, ma allo stesso tempo consente la crescita e la gestione delle crisi dell'esistenza. Mente e inconscio - al di là di ogni loro reificazione e pericolosa distinzione semplificante - sono processi, la cui possibilità emergente di istanziazione è garantita da quello spazio dinamico (diacronico e sincronico, continuo e discontinuo, corporeo e simbolico, necessario e contingente, soggettivo e collettivo) della cultura. Alla luce di quest'unico e triplice legame, il testo affronta e sviluppa i temi della simbolizzazione e dei processi di significazione in funzione della loro inerente temporalità, della soggettività, della riflessività, dell'incontro immancabile e strutturante con l'alterità, della politica - attraverso una lettura semiotica e psicoanalitica del fascismo, del populismo e della democrazia -, dell'esperienza umana nella sua declinazione modale e ancora altro.