Un dialogo dell'assurdo dal sapore beckettiano, in cui un uomo parla e un altro gli risponde. Le cose perdute diventano pretesto, motore e metafora per la definizione del sé. La perdita può rappresentare una mancanza e un rimpianto, ma anche inaspettatamente un'occasione per scoprire che a volte ci si può ritrovare proprio là dove si pensava di essersi smarriti. Un'opera ibrida che offre al lettore un'esperienza di lettura intima, ironica e malinconica allo stesso tempo.