Tre generazioni di donne del sud raccontano in questo libro la loro storia. Sono donne calabresi e lucane, che Renate Siebert ha incontrato e intervistato seguendo il filo dei legami familiari: dalle figlie, studentesse dell'Università della Calabria, alle madri fino alle nonne. I racconti delle madri vertono sulla vita di famiglia, sul rapporto con i figli, sui cambiamenti degli ultimi vent'anni. Temi importanti anche nei racconti delle nonne, per le quali la distanza tra il passato e il presente è quasi incommensurabile: "Mo siamo modernati... dovessimo andare alli tempi di nà vota è meglio morire". Ma è dai racconti delle figlie tuttavia che emerge più netto e sofferto il disagio nei confronti della realtà meridionale che lascia aperte poche prospettive: l'inefficienza dei servizi, la mancanza di sbocchi lavorativi, la logica clientelare che regola i rapporti sociali, minano alla base le speranze di emancipazione che le suggestioni della modernità hanno alimentato, soprattutto nella generazione delle più giovani. L'alternarsi delle diverse voci nel corso del volume contribuisce a creare un quadro di grande freschezza narrativa, così che non risulta tradita la raccomandazione che una delle nonne intervistate rivolge all'autrice: "Per quantu vinni ho raccontato, signora mia, faciti nu testo grande". Prefazione di Luisa Passerini.