Renzo Chiaese, ha sempre preferito esprimersi in bianco e nero. Il bianco e nero, diceva, spurga via tutta una serie di elementi distraenti, spoglia l'immagine dal superfluo, lascia solo linee, contrasti, forme. Senza più il vincolo del colore, apre alle possibilità dell'astrazione. È un linguaggio che riduce il reale per amplificarne il senso.