Cosa ha guidato l'autrice nella scelta di questa forma compositiva breve? È stato un "camminare" attento, libero, necessario a conciliare l'interiorità con la realtà. Le parole utilizzate non possono essere lette nel mero significato convenzionale e nella loro concatenazione, che spesso mostra qualche apparente estraneit di senso, e nemmeno come semplici descrittori di immagine. Esse funzionano da mediatrici tra percezione emotivo-sensoriale e contenuti profondi di vissuto; rivelazioni a volte sorprendenti che abbracciano un territorio mentale su cui riflettere. Con la prefazione di Giuseppe Aletti.