Una narrazione pacata, ma profonda e commovente in cui la vicenda sembra già risolta nell'incipit. Le immagini si susseguono in descrizioni intime e universali testimoniando destini segnati in attesa del vento del ritorno, di quella assurda e consapevole speranza di stabilire nuovi incontri con le radici dell'universo. Passato remoto e prossimo rimangono ancorati al presente aprendo altre scene limpide e sorprendenti perché gli oggetti quotidiani, il registro dei sentimenti, i dettagli mutati negli anni e il passaggio troppo rapido del tempo assurgono al recupero di certezze, fede, sopravvivenza coscienti che è la stessa memoria che riconnette l'uomo al fratello, cioè l'essere umano alla metafora della nostra stessa condizione esistenziale.