Lo scritto nasce dal desiderio di introdurre delle parole su un tema che per diversi aspetti ha dell'indicibile: la perdita nel tempo perinatale. La percezione dell'inenarrabile è trasversale nei casi di aborto spontaneo, aborto terapeutico, lutto perinatale. È indicibile per chi vive la perdita, ma anche per il discorso sociale che non riesce a offrire uno spazio di parola su un tema così delicato, in un'epoca in cui è difficile parlare di perdita e lutto. Il testo, a partire dagli eventi reali di perdita che si frappongono tra il desiderio di maternità e la reale possibilità di realizzarla, si pone diversi obietti-vi: sensibilizzare il lettore sul tema del lutto perinatale, trattare il concetto di trasmissione trans-generazionale nelle storie cliniche dei figli nati precedentemente o successivamente i lutti perinatali vissuti dalle loro madri, condurre una riflessione su come gli eventi che toccano realmente il corpo possano diventare un'occasione affinché un soggetto possa interrogarsi sul proprio desiderio, fermarsi e conoscersi in modo più intimo attraverso l'esplorazione dell'inconscio.