In questa raccolta, dal titolo "Il silenzio che perdona le distanze", l'autore ci conduce in un viaggio attraverso i paesaggi più impervi e luminosi dell'animo umano, dove la parola si fa strumento per indagare il mistero del destino e la forza dirompente dell'amore. Si tratta di un inno alla resistenza. È l'invito a «restare vivi» attraverso l'interrogazione costante e a non cedere alla "resa", cercando in ogni tramonto o notte d'inverno l'alba di una speranza sempre possibile.