Descrizione
La domanda dell'inconscio propone un'indagine originale sul rapporto tra poesia e vita interiore nel secondo Novecento, mettendo in dialogo le opere di Amelia Rosselli e Andrea Zanzotto. Più che un semplice confronto tra due autori, il libro costruisce uno spazio critico in cui la poesia viene analizzata in quanto luogo privilegiato per interrogare l'inconscio come principio dinamico e storiografico di produzione di senso. Attraverso un approccio che intreccia psicoanalisi, teoria della letteratura e storia culturale, il libro esplora come il linguaggio poetico elabori e trasformi materiali psichici, storici e affettivi: sogno, lapsus, sintomo e trauma non sono semplicemente tematizzati, ma vengono indagati in quanto forme operative della scrittura poetica. In questa prospettiva, l'inconscio non è soltanto oggetto di rappresentazione, bensì una modalità di concepire la testualità, orientandone le strutture, ridefinendone le possibilità conoscitive e complicandone la ricezione. Collocandosi tra critica e clinica, La domanda dell'inconscio analizza la ricezione e la rielaborazione creativa del pensiero psicoanalitico - da Freud a Lacan, da Jung a Pontalis - nelle poetiche di Rosselli e Zanzotto, mostrando come la loro eccentricità rispetto al canone si traduca in una radicale sperimentazione del rapporto tra linguaggio e soggettività. Ne emerge una concezione della poesia come lavoro dell'inconscio: uno spazio in cui il linguaggio non si limita a esprimere l'interiorità, ma la costruisce, la mette alla prova e la rende pensabile. In questo senso, la poesia si configura come una forma di conoscenza capace di tenere insieme dimensione individuale e memoria collettiva, articolando, nel cuore del testo, il legame tra esperienza psichica e storia.