Gipo Farassino, nella memoria di tutti coloro che ne hanno conosciuto le canzoni, ha saputo rappresentare efficacemente la realtà economica e sociale e la vita delle donne e degli uomini che vivevano e operavano a Torino nel periodo che va dal secondo dopoguerra alla fine del secolo scorso. Farassino è stato in realtà un vero e proprio "sociologo in pectore", capace di raccontare la vita economica e sociale della Torino di quegli anni mediante le sue canzoni, che parlano musicalmente di un'epoca nella quale il capoluogo piemontese era la capitale italiana dell'auto, con le sue luci e ombre. Ripercorrere con le canzoni di Gipo quegli anni è un'operazione di sociologia "cantata" che racconta con un linguaggio più efficace di una ricerca accademica la storia di vita sociale di una città la cui vivacità, grazie a lui, abbiamo ereditato e possiamo raccontare, con le sue canzoni, a figli e nipoti, meglio di un libro di storia.