Quando la radicale critica economico-sociale si incrocia con l'istanza antropologico-religiosa. Il titolo del libro, Con dignità non vinta, esprime il suo tema centrale: come preservare e rafforzare la dignità di un'esistenza presa in mezzo tra le condizioni terribili di parti significative del nostro mondo globale, gravate da miserie di ogni genere e da guerre diffuse, e la perdita o l'indebolimento delle grandi prospettive di senso della vita, religiose o non religiose che siano. Ma il testo offre anche un esempio di un modo diverso di interessarsi alle grandi questioni dell'umano. È certamente importante usare gli strumenti delle scienze sociali e della filosofia, ma qui si propone un metodo nuovo: il metodo biografico del «partire da sé ma non finire con sé» - che è un detto di Buber -, proprio perché il sé è fatto dal mondo che lo ha formato. L'esempio, ovviamente, è tratto dall'esperienza personale dell'autore, ma il messaggio è quello di cercare di comprendere la propria esperienza dentro il contesto della storia contemporanea. Il risvolto pratico, tratto dall'esperienza, è quello di una nuova spiritualità laica, che non significa non religiosa, ma che comprende ogni esperienza di vita - religiosa o non religiosa che sia -, in cerca di un senso capace di sopportare e benedire l'esistenza.