La raccolta esplora il concetto di tempo inteso non come linea, ma come stratificazione di esperienze e percezioni. In questi versi, l'autrice scava nelle pieghe della memoria, dove istanti presenti e risonanze del passato si sovrappongono in una trama psicologica densa e introspettiva. Attraverso un linguaggio minimale, la parola si fa architettura per decifrare la realtà, accogliendo le fragilità dell'anima e le tensioni dell'uomo contemporaneo. Un'opera a 360° in cui il silenzio e il vissuto trovano una sintesi compiuta, trasformando la riflessione personale in etica condivisa.