«[...] La silloge "La strada verso il canto", articolata in tre sezioni (Buio e aritmie, Fantasmi e presenze, Canto e speranza) si configura come uno scandaglio che dopo aver toccato il fondo dell'animo e aver raggiunto l'intima verità delle cose, lentamente riporta a galla tale verità e la traduce in strumento di rivelazione e di conoscenza. Appare evidente che le tematiche affrontate dall'autrice, riconducibili ad un viaggio che, traendo spunto da concrete occasioni di vita come lo sradicamento dalla terra natìa, la natura il- lusoria dell'amore, il rischio della perdita d'identità, il dolore, le sventure, prendono forma nel linguaggio della poesia, elemento non solo di catarsi, ma addirittura di un autentico strumento terapeutico che induce a considerare le sorprendenti analogie tra la parola letteraria e la parola nella psicoanalisi, come osserva Mengaldo (P.V. Mengaldo, Storia della lingua italiana. Il Novecento, cit.). [...]» (dalla prefazione di Maria Allo)