Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Il «giusto procedimento» di sorveglianza

Sottotitolo non presente

Descrizione

La faticosa marcia di avvicinamento della giurisdizione rieducativa alle garanzie dell'archetipo cognitivo, dopo aver subito una forte accelerazione con la riscrittura dell'art. 111 Cost., può trarre un ulteriore impulso dalle recenti riforme per una giustizia penale più efficiente e mite, connotata dalla transizione tecnologica e dall'avvento della giustizia riparativa. Resta ferma la consapevolezza che, nell'ordo marcato dall'art. 678 c.p.p., i canoni del "giusto processo" debbano convivere con le peculiarità del giudizio sull'uomo affidato alla magistratura di sorveglianza. Diversamente, l'assolutizzazione delle garanzie processuali rischia di diventare puro esercizio teorico. Muovendo da queste premesse, l'autrice ripercorre le scansioni del procedimento tipico di sorveglianza, mettendo a fuoco assonanze e deviazioni rispetto allo schema ideato per la fase cognitiva, con l'obiettivo di delineare, anche in una prospettiva de iure condendo, un modello costituzionalmente "blindato".
Il «giusto procedimento» di sorveglianza
50,00 €

 
Photo gallery principale