Le brevi contemplazioni contenute in questi due testi, basate sugli insegnamenti della tradizione indiana dell'Advaita Vedanta, invitano a fare ritorno alla nostra vera natura, la semplice consapevolezza di essere, che silente e luminosa precede ogni esperienza e ne è al tempo stesso dimora. Un nucleo che resta intatto, e non necessita di guarigione, né di perfezione. quando l'individuo si libera delle qualità che derivano dall'esperienza, si rivela come essere infinito.