Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

La civetta cieca

Sottotitolo non presente

Descrizione

"'La civetta cieca' fa parte di quella serie di opere che hanno resistito al tempo e ancora evidenziano la meschinità dell'uomo in un mondo al quale egli non sa adattarsi. L'universo non è più contemplato come un tempo con occhio riposato. Nella sua angoscia, l'uomo chiede aiuto; ma nessuno gli risponde, né dal cielo deserto, né sulla terra resa muta da coloro che sono privi di ideali. Questa letteratura disperata è crudele, violenta, pervasa di materialismo. [...] Nell'opera di Sàdeq Hedàyat v'è tutta la magia dell'Oriente, con le sue meravigliose leggende e la sua fantasmagoria. Il sogno abolisce tempo e spazio, la realtà si confonde con la finzione, il fascino si accomuna al terrore, mentre lo spirito ne resta prigioniero. Nonostante la sua disperazione, Hedàyat sognava [...] «un paese meraviglioso abitato da esseri privi delle grossolane necessità umane; un regno incantato, popolato da dèi, da eroi colmi di fascino e di bellezza». Avrebbe voluto vedere in questo regno «uomini e donne vivi e felici, passeggiare in gioiosi gruppi ridenti, pronti ad accogliere trepidi amanti al canto di melodie dolci e tristi». Questo regno egli lo cercò invano sulla terra. Per questo rinunciò a vivere." (dallo scritto di Pasteur Vallery-Radot)
La civetta cieca
19,00

 
Photo gallery principale