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La mafiosa di Santamadre

Sottotitolo non presente

Descrizione

Il romanzo narra di una donna che diventa alcolista per svariati motivi, tra i quali il rapporto col marito, dal quale si separerà. Odiava le abitudini, aveva necessità di vivere una vita adrenalinica, di sentirsi viva, e finì con l'entrare nel giro della mafia, a cui venne affiliata da don Ciccio Scirritano, un temuto capo mafia. Riteneva di aver dato una svolta entusiasmante e avventurosa alla sua vita. Smette di bere. Aveva trovato un senso da dare alla sua vita. Messa da parte la sua militanza politica e la sua coscienza, fu introdotta nei segreti della mafia. Progressivamente, però, si accorge che quel tipo di vita la stava uccidendo e che la mafia non era dalla parte della povera gente e contro lo Stato assente, che della gente non si occupava come avrebbe dovuto, ma esclusivamente dalla parte di sé stessa. La mafia era un'associazione a delinquere, era strutturata fascisticamente, conosceva un solo linguaggio, quello della violenza. L'episodio della uccisione di una povera donna, Nina, la induce a dissociarsi dalla organizzazione e a diventare una collaboratrice di giustizia. Grazie alla sua testimonianza e al materiale sottratto a Scirritano, molti appartenenti alla mafia vengono arrestati e condannati, i clan decimati. A lei e a sua nonna Amalia vengono fornite nuove generalità. Vengono espatriate in Spagna, dove ritrovano pace e serenità
La mafiosa di Santamadre
19,90

 
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