Descrizione
Un romanzo che racconta le imprese leggendarie della prima memorabile edizione olimpica moderna, Parigi 1924, nell'anno del suo centenario e dei prossimi giochi olimpici, che si terranno proprio a Parigi. Giovan Battista Baglini è stato molte cose nella sua vita. Medico, giornalista sportivo, antifascista, emigrante in Australia. Quasi centenario, decide di rendere noto al mondo quello che non ha mai avuto il coraggio di dire: è a conoscenza di un segreto che riguarda Pierre De Coubertin, padre dei Giochi Olimpici moderni, che potrebbe rivoluzionare la percezione dello sport. Per la sua confessione sceglie il pronipote Eugene, ultimo testimone delle memorie del bisnonno. La cornice è quella di Sydney 2000, i ricordi sono quelli delle Olimpiadi di Parigi 1924, quando Giovan Battista è il giovane inviato di una testata milanese, «La tribuna dello sport» e segue per tre mesi la prima edizione moderna dei Giochi Olimpici, che resterà memorabile per i suoi personaggi affascinanti e le storie incredibili che si annodano nel crocevia parigino. Nel racconto di Baglini, sfilano Johnny Weissmuller (futuro Tarzan del cinema hollywoodiano), Sam Mussabini e Harold Abrahams (protagonisti del film Momenti di Gloria), le medaglie d'oro italiane Ugo Frigerio e Pierino Gabetti, i trascinatori della nazionale uruguaiana di calcio Leandro Andrade e José Nasazzi e altri personaggi. Soprattutto, nei ricordi di Baglini è centrale la figura del Barone De Coubertin, ispiratore dei Giochi e di un inconfessabile segreto.