In questo libro ascoltiamo soprattutto le voci di donne che si sono avvicendate nella redazione di carteBollate, il periodico pensato e scritto dalle persone detenute nel carcere di Bollate. Attraverso loro, il libro parla della discriminazione che le donne subiscono in un sistema detentivo fatto e pensato per i maschi e dai maschi, e che non è in grado di capire la specifica sofferenza femminile. Gli uomini detenuti normalmente dicono: «Il carcere puoi viverlo o subirlo» e loro scelgono di viverlo. Le donne invece lo rifiutano e questo è visto come un segno di disadattamento, di elusione delle regole, che porta a considerarle come persone ingestibili.