Ferdinando è uno studente del Liceo Tasso di Roma quando - nel 1942 - decide di entrare nel Partito d'Azione, clandestino, appena costituitosi. È indotto alla scelta dal fervente antifascismo e a causa della compagna di banco - ebrea, bella, sempre profumata di un profumo di rose, che s'impossessa ogni giorno dei suoi pensieri - che un giorno non aveva trovato più a scuola, macchiata di una colpa non sua. Vivendo un forte senso d'ingiustizia - e l'angoscia di non poter incrociare più lo sguardo di Lei, Ferdinando sceglie di combattere, in un'Italia immiserita - e di ribellarsi alle diseguaglianze, alle ingiustizie, al bieco individualismo - per riscattare il Paese e poter dire alle future generazioni di aver vissuto veramente. Sceglie di essere partigiano, ma senza dimenticarsi mai di Lei, che sente al suo fianco in ogni azione di lotta. Non è questa però la storia di Lui e di Lei; ma quella di ognuno di Noi: tante donne e uomini, giovani e meno giovani che - ora come allora - decidono di non concedersi alle lusinghe della rassegnazione, non si arrendono a un destino già scritto e si battono per la più importante delle cause: la libertà. Prefazione Barbara Alberti.