Nella notte di Samhain, quando il velo tra i mondi si assottiglia, la parola diventa soglia. Questa silloge attraversa il confine tra ombra e luce, evocando riti antichi, nature sacre e presenze che non hanno mai smesso di vegliare sull'essere umano. La poesia si fa rito, ascolto, ritorno a una corrispondenza perduta tra ciò che respira e ciò che tace. Un canto oscuro e luminoso insieme, che invita il lettore a sostare dove la notte non è fine, ma origine.