Il libro ripercorre la storia di vita di Teodora Polo, una donna indigena wichi che durante la sua esistenza, sempre e fin da bambina, ha vissuto a contatto con l'universo creolo intessendo complesse mediazioni. Teodora ha plasmato (i-potsin) la sua vita con mani di artigiana. Per questo prima ancora di essere tecnicamente buone mani, le sue sono umanamente mani buone. Consapevolezza dell'etica del lavoro come donna e della capacità di possedere tecniche appropriate sono ciò che fanno di Teodora una donna wichí.